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Storia

 

Storia

Le relazioni tra l’Italia e la Russia risalgono ad un’epoca anteriore alla formazione dei due Stati attuali, con una reciproca attrazione fra le due popolazioni e fecondi scambi culturali, di cui è tuttora testimonianza l’indelebile impronta che architetti italiani hanno lasciato sia nel Cremlino di Mosca, sia nell’intera città di San Pietroburgo. L’inizio dell’epoca moderna dei rapporti italo-russi risale al 1864, quando l’Impero Russo riconobbe il Regno d’Italia e quest’ultimo nominò il primo Ambasciatore presso la Corte di San Pietroburgo. In seguito, l’Italia fu tra i primissimi Paesi a riconoscere l’Unione Sovietica nel 1924: nello stesso anno, la sede dell’Ambasciata si trasferì a Mosca, nell’edificio che ancora oggi la ospita.

La ferita aperta dalle tragiche vicende della Seconda Guerra Mondiale si rimarginò rapidamente e nel 1944 il Regno d’Italia (dal 1946 Repubblica) fu riconosciuto dall’Unione Sovietica, prima tra i vincitori a compiere tale passo. La cooperazione fra i due Paesi permise di realizzare importanti progetti quali lo stabilimento della VAZ a Togliattigrad (oggi Togliatti), costruito dalla FIAT nel 1966-1970 e che ha aperto l’era della motorizzazione di massa in Unione Sovietica.

I rapporti italo-russi dal 1991 in poi, caratterizzati da frequenti scambi di visite al più alto livello politico e dalla conclusione di numerosi Accordi bilaterali (fra cui il Trattato di Amicizia e Cooperazione del 1994), sono stati elevati a relazioni strategiche con la firma della Dichiarazione di Partenariato Strategico che ha formalizzato lo svolgimento di Vertici bilaterali a cadenza annuale. La nostra politica verso la Russia è improntata all’approfondimento del dialogo bilaterale e alla collaborazione nell’ambito delle principali sedi multilaterali, dall’OSCE al G20, dal Consiglio d’Europa al Consiglio NATO-Russia, quest’ultimo istituito in occasione del Vertice di Pratica di Mare del 2002.


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