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Serata in Ambasciata con Viktor Erofeev (Mosca, 7 febbraio)

Data:

08/02/2017


Serata in Ambasciata con Viktor Erofeev (Mosca, 7 febbraio)

Il celebre scrittore e critico russo Viktor Erofeev e’ stato il protagonista di una serata in Ambasciata nell’ambito del ciclo d’incontri con personalita’ della cultura russa.

Presente sulla scena internazionale grazie alle traduzioni delle sue opere, Erofeev e’ noto in Italia per molti suoi libri, tra cui “Galosce”, “ La forza del patibolo”, “Il parrocchetto”, “ L’ enciclopedia dell’ anima russa”, “La bella di Mosca”, “Russian Attack” e “Il buon Stalin”, vincitore del Premio Mondello nel 2009. Di casa al salone del libro di Torino, egli partecipa attivamente al concorso letterario “Premio Gorky” per valorizzare i rapporti culturali tra Italia e Russia nell’ ambito della letteratura e della traduzione letteraria.

Nel corso della serata, intitolata “L’Italia. Il sogno russo”, lo scrittore ha letto alcuni brani di suoi saggi e articoli dedicati all’Italia, accompagnato dal suo interprete Marco Dinelli, facendo risaltare l’amore dei russi (“non ho mai conosciuto un russo che non amasse l’ Italia”) e presentando una concezione dell’Italia come un’ “entita’ a se’ in Europa”, un Paese che “esiste in virtu’ della propria bellezza”, e che come tale diviene una passione in grado di accomunare tutti i russi.

“La letteratura è un altro campo, oltre alla musica, alla pittura e all’architettura, per citarne solo alcuni, in cui Italia e Russia sono legate da profondi e secolari legami. L’Italia infatti è sempre stata un sogno coltivato dai più importanti poeti e scrittori russi, dalle onde dell’Adriatico evocate da Pushkin alle Fondamenta degli Incurabili immortalate da Brodsky, dalla Roma di Gogol’, alla Firenze di Dostoevsky, alla Capri di Gorky”, ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia Ragaglini. “Erofeev è una voce importante e coraggiosa, a volte anche irriverente e libertina, del panorama letterario russo.

Egli ha scritto che se un giorno dovesse divenire italiano sarebbe “per il cielo immenso e per il gusto impeccabile degli Italiani”, affermando che “in Russia viviamo circondati dall’ idea italiana di bellezza e cultura” e che “sarebbe vergognoso non amare l’ Italia – Paese in cui sostiene anche di aver imparato a sorridere – come lo e’ non amare il nostro Pushkin”. Parole che certo ci riempiono di orgoglio”, ha aggiunto l’Ambasciatore.

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