Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK
ambasciata_mosca

Intervista del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla TASS (Roma, 7 ottobre)

Data:

09/10/2015


Intervista del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla TASS (Roma, 7 ottobre)

Domanda:

Noi ci incontriamo oggi e so che lo scorso anno i nostri Paesi hanno celebrato i 90 anni di relazioni bilaterali. So che la prima visita è stata fatta da Nikolay II nell’ottobre del 1909. Come stima la situazione delle relazioni bilaterali attuali fra i nostri due Paesi?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Tra Russia e Italia vi è un rapporto di grande amicizia. Questo rapporto non è soltanto - cosa importante - tra le istituzioni, ma è ancor più importante che sia tra due popoli, tra i quali vi è una reciproca simpatia da tanto tempo, tradizionale. Questa simpatia e amicizia hanno promosso una grande collaborazione in tanti settori, anche in quello economico e commerciale, ma soffrono di non potere esplicarsi appieno per le difficoltà che vi sono in questo periodo.

Per noi la Russia è un interlocutore fondamentale. Le difficoltà che in questo momento vi sono tra l’Unione Europea e la Russia, a causa della crisi ucraina, avrebbero potuto comportare problemi maggiori, ma l’amicizia che vi è fra Russia e Italia ha consentito di mantenere a un buon livello i rapporti bilaterali, evitando che si abbattesse il rapporto fra i due Paesi. Noi siamo lealmente nell’Unione Europea e quindi applichiamo anche le sanzioni che l’Unione Europea ha disposto, però questo non impedisce che i rapporti fra Russia e Italia possano trovare altre strade innovative di collaborazione.

Domanda:

Lei ha detto molto bene che tra l’Italia e la Russia ci sono delle relazioni molto strette già da molti secoli, e sono delle relazioni che esistono tradizionalmente tra i nostri due popoli. E sulla base delle relazioni tra i popoli si fondano le relazioni dei nostri leader politici, il Primo Ministro Renzi è stato in Russia, ha incontrato Putin, Putin è stato qui in Italia, Lei ha incontrato Putin. Qual è il suo parere sulla visita di Putin in Italia e del suo incontro con Putin?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

La visita del Presidente Putin in Italia ha avuto come obiettivo principale l’EXPO di Milano, per la giornata della Nazione Russa, quindi ho molto apprezzato che il Presidente Putin abbia deciso di venire anche a Roma per andare al Vaticano e venire al Quirinale. Sono lieto di averlo incontrato anche perché ne è emersa la volontà di mantenere un rapporto di collaborazione e di relazioni amichevoli. Abbiamo esposto i rispettivi punti di vista su alcuni temi dell’agenda internazionale, manifestando l’auspicio che possano essere superate le difficoltà che in questo momento impediscono che si possa esplicare appieno la nostra collaborazione. Questo è molto importante anche se su qualche aspetto di alcuni ostacoli da rimuovere non vi è stata piena coincidenza di vedute. Per noi la Russia, anche sotto il profilo della comunità internazionale, è un partner assolutamente decisivo. Alla Russia è connesso un compito di primaria importanza della comunità internazionale e mi auguro che si possa recuperare il clima di collaborazione piena e di fiducia che vi era fino a poco tempo fa in maniera che si riprenda un percorso di piena collaborazione nella comunità internazionale. Questo naturalmente richiede che vi siano atteggiamenti di apertura, di dialogo e di distensione. L’incontro a New York fra il Presidente Putin e il Presidente Obama e la riunione a Parigi del gruppo Normandia sono passi avanti in questa direzione. Mi auguro che abbiano seguito, che si sviluppi la possibilità di riprendere appieno la collaborazione.

Domanda:

L’Italia è uno dei partner commerciali e economici più importanti della Federazione Russa, collaboriamo in diversi campi, da quello energetico a quello del trasporto in diverse sfere. Secondo Lei quali sono i risultati maggiori raggiunti, in quali campi, in quali sfere si sono raggiunti risultati molto alti e quanto invece ancora bisognerebbe fare? Qual è quel potenziale che non è stato sfruttato al massimo?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Le relazioni sono molto buone, ma hanno bisogno di svilupparsi ulteriormente. Nell’ultimo anno l’interscambio tra Russia e Italia è diminuito del 20 per cento. E’ motivo di rammarico che due ragioni stiano ostacolando un esplicarsi pieno della collaborazione: da un lato la congiuntura economica internazionale che pesa sull’Italia come sulla Russia e su altri paesi, dall’altro la crisi ucraina con le sue conseguenze. Auspichiamo che si possano riprendere tutti i possibili filoni di collaborazione in tutti i settori. Malgrado queste difficoltà, ho visto che la collaborazione è molto alta, vi sono settori in cui si collabora con molta utilità. In generale il mondo dell’impresa italiano è pronto a sviluppare rapporti collaborativi con la Russia non appena ve ne saranno le condizioni.

Domanda:

Vorrei precisare un attimo questo momento delle sanzioni che influenzano sia la Russia che l’economia italiana. Sappiamo che per il blocco della Russia gli agricoltori italiani si stanno lamentando, anche loro risentono negativamente dell’ influenza delle sanzioni. Secondo Lei come si potrebbe uscire da questa situazione? In quale modo?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

L’Italia auspica che si possano superare velocemente le condizioni che hanno provocato le sanzioni per poterle rimuovere. Credo che la strada sia costituita dall’attuazione piena e leale degli accordi di Minsk. La mancata attuazione di alcuni di quegli accordi e il ritardo nell’attuarne altri sta facendo pagare un prezzo molto all’intera comunità internazionale, particolarmente ai paesi europei, Italia e Russia compresi.

Domanda:

La Russia è parte integrante dell’Europa, c’è un triangolo dove vediamo l’Italia, la Russia e l’Unione Europea. Che cosa si può fare affinché le relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi non diventino un ostaggio delle difficoltà esterne? Come si può fare affinché le nostre relazioni non risentano negativamente delle difficoltà che esistono al di fuori delle nostre relazioni bilaterali?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Per noi l’Unione Europea è l’ambito in cui l’Italia esplica il suo ruolo nella politica internazionale e desideriamo un’Unione Europea sempre più integrata e sempre più unita. Le difficoltà sono rilevanti ma superabili, credo. Siamo consapevoli delle difficoltà che vi sono in questo periodo fra la Russia, l’Unione Europea e la Nato. Facciamo parte lealmente di queste due organizzazioni, dell’Unione Europea e della Nato, e ci adoperiamo perché vengano superati i contrasti e le diffidenze che vi sono, per tornare alla condizione che vi era poco tempo addietro, quella che consentiva un impegno comune sia sul piano politico che su quello economico e della sicurezza. Abbiamo di fronte sfide e crisi molto gravi in tante parti del mondo e c’è bisogno - è interesse della Russia, dell’ Unione Europea e della Nato - che ci sia una collaborazione per affrontarle, perché la collaborazione è l’unico modo per affrontarle con successo.

Domanda:

Per fortuna ci sono dei settori dove la politica estera non influenza i nostri rapporti, e sono le relazioni culturali, umanitarie tra la Russia e l’Italia. Hanno una grande tradizione. Ci sono artisti russi che si sono ispirati, hanno tratto la loro aspirazione qui in Italia, architetti, scultori, musicisti italiani che hanno lavorato in Russia. Come giudica, qual è il suo parere sulle relazioni culturali attuali fra i nostri due Paesi?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Ha detto bene : i rapporti culturali tra Russia e Italia sono una pietra angolare dei loro rapporti. Hanno una lunga storia, molto intensa, basti pensare agli italiani che hanno contribuito alla storia architettonica di Mosca e di San Pietroburgo, o alla presenza di musicisti alla corte russa, Verdi, Cimarosa, di Paisiello, a quella in Italia di Stravinsky, di Balakirev. Vi sono tanti musicisti e tanti artisti russi in Italia e tanti italiani in Russia. Questa lunga storia di collaborazione spiega perché nel 2011 si è dato vita con successo all’anno incrociato della cultura, un’iniziativa che ha avuto buoni risultati. E questi buoni risultati hanno consentito, dopo tre anni, di dar vita all’anno incrociato del turismo che, anche per suoi contenuti culturali, ha irrobustito ulteriormente la collaborazione. Questo è un piano su cui Russia e Italia hanno davvero tanto in comune, un vero e proprio comune sentire culturale.

Domanda:

L’Italia quest’anno ha ospitato l’Expo 2015, ed è stato un evento grandissimo, dove hanno preso parte milioni di persone. Io stesso ho avuto l’onore di essere lì il giorno dell’inaugurazione del padiglione italiano e, come Lei ha ricordato, il Presidente Putin ha presenziato all’inaugurazione del padiglione russo. Qual è il suo parere sull’Expo 2015, sui risultati di questo grande evento? In Italia si programma in futuro di organizzare eventi di tale spessore, così grandi come l’Expo?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Expo è stata una manifestazione di successo con un bel padiglione russo. Il messaggio che Expo vuole lanciare nel mondo riguarda l’alimentazione, la buona alimentazione, e lo sviluppo sostenibile per tutti nel mondo. Si tratta di un messaggio perché si approfondisca, non in teoria ma sul piano concreto, in che modo si può sconfiggere la fame nel mondo e in che modo assicurare a tutti una buona nutrizione. Questo è in linea con l’agenda 2030 che l’Onu ha lanciato. Si tratta di un impegno di prim’ordine per il mondo, che speriamo venga accolto da tutti. In realtà, il senso di Expo è raccolto nella Carta di Milano che dell’Expo vuole essere la principale eredità. Quel documento è aperto a governi, a imprese, a associazioni, a singoli cittadini e vuole lanciare il messaggio a tutto il mondo perché ci si impegni su questo fronte. E la Carta di Milano credo possa essere un punto di riflessione, offerto dalla comunità internazionale, proficuo, di buon valore.

Domanda:

Presidente, Lei ha questo incarico da poco più di sei mesi, quindi ha dei compiti, dei doveri. Quali sono le priorità per Lei, come Presidente della Repubblica? Quali sono i compiti da risolvere che ritiene siano di primaria importanza?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Come lei sa, il Presidente della Repubblica in Italia non ha funzioni di governo, ma questo non toglie che possa indicare degli obiettivi e sollecitarne il perseguimento. Credo che sul piano interno gli obiettivi principali siano la coesione sociale, con il recupero pieno del senso di appartenere ad una stessa comunità di vita, il problema dell’occupazione, cioè la possibilità di trovare lavoro per tutti, ovunque, particolarmente per quanto riguarda i giovani e il Meridione d’Italia, dove vi è un tasso di disoccupazione molto alto. Vi è inoltre l’esigenza di stimolare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, alle varie attività che irrobustiscono le istituzioni. E poi l’aumento della produttività. Sul piano internazionale sono due gli obiettivi : quello di perseguire la pace e di cercare di difenderla dovunque e quello di contrastare il terrorismo fondamentalista che è una minaccia molto grave che tutto il mondo ha davanti in questi anni.

Domanda:

Al riguardo ho due domande. La prima riguarda il tema della migrazione, dei migranti, dei profughi. E’ un tema che riguarda molto da vicino l’Italia per la sua posizione geografica. Quali passi pensa di intraprendere l’Italia per rendere questo flusso di migranti continuo, meno drammatico, e questa situazione meno dolorosa?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Questo è un fenomeno con cui dovremmo confrontarci per diverso tempo. Siamo in presenza di un fenomeno immane come dimensioni: gruppi di donne, di uomini, di bambini che fuggono dalle proprie terre, dalle proprie case per più ragioni. Vi sono quelli che fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni e quindi meritano asilo, hanno diritto di ricevere asilo. Vi sono tanti altri, donne, uomini, bambini, che fuggono da condizioni di carestia, di impossibilità di vita adeguata. Anche questi vanno considerati con rispetto. Il fenomeno è talmente grande e per l’Europa sarà così continuo nei prossimi anni che va affrontato in maniera complessiva, insieme, quantomeno dall’Unione Europea nel suo complesso, perché nessun Paese da solo può affrontare un fenomeno di queste dimensioni. Vi sono diversi aspetti. La prima esigenza è salvare le vite umane. Le immagini di bambini morti in mare, depositati sulle spiagge dalle onde scuotono le nostre coscienze, o dovrebbero perlomeno scuotere le coscienze di tutti. Questa è la prima esigenza: salvare le vite umane.

La seconda è quella di contrastare, sconfiggendo i trafficanti di esseri umani che li depredano, li sfruttano e li espongono al pericolo di morire. La terza esigenza è quella di accoglienza. L’Unione Europea, e l’Italia, si è molto battuta per questo da molto tempo, ha finalmente deciso di affrontare come Unione questo problema, definendo delle quote di accoglienza per i singoli paesi dell’Unione. Decisione sofferta, presa a larga maggioranza, ma importante per accogliere quelli che hanno diritto di asilo.

Il quarto fronte è quello di sviluppare immediatamente una collaborazione con i Paesi da cui nascono i flussi migratori, non soltanto dove vi sono guerre o persecuzioni, per chiudere le guerre e sconfiggere le persecuzioni, ma anche dai Paesi dove nasce l’emigrazione per motivi economici. L’Europa è la zona più grande al mondo di accettabile benessere, di democrazia, di libertà, di diritti, quindi non sorprende che tante persone vogliano venire in Europa. Contro un fenomeno così grande non servono né i muri, né le chiusure delle frontiere, perché non reggerebbero ugualmente. Quello che occorre è aiutare i paesi da cui nascono i flussi migratori perché lì migliorino le condizioni di vita, per evitare che le persone che vivono lì affrontino qualunque pericolo pur di uscire da quelle condizioni.

Sono quattro impegni: salvare vite umane, combattere i trafficanti di uomini, accogliere molti - chi ne ha diritto - e aiutare i Paesi da cui nascono i flussi migratori.

Domanda :

Un tema sempre più tragico è quello del Medio Oriente e della lotta al terrorismo islamico, rappresentato dall’Isis, che si diffonde in diversi paesi. Cosa pensa debba fare la Comunità internazionale per sconfiggere il terrorismo?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Il terrorismo fondamentalista è forse la principale frontiera che avremo di fronte nei prossimi anni. Per questo è necessaria una risposta di collaborazione di tutti i Paesi nell’ambito della comunità internazionale, non soltanto per contrastarlo ma anche per rimuovere le cause che lo originano. Occorre una risposta con la forza e una risposta culturale per sconfiggere la predicazione di odio che, attraverso internet, viene diffusa dal terrorismo fondamentalista. Ripeto: è necessaria la collaborazione di tutti. Iniziative individuali, unilaterali non riescono a risolvere e affrontare adeguatamente il problema. Occorre una collaborazione internazionale con strategie definite in comune e azioni comuni. Questo è possibile e indispensabile perché il pericolo è molto grande.

Domanda:

Uno dei suoi successi da quando è Presidente della Repubblica è che il Quirinale è stato aperto ed è visitabile da tutti. Oggi stesso ho notato dei turisti russi, e non è un segreto che i turisti russi amino molto viaggiare in Italia. Nel 2014 l’Italia è stata visitata da quasi un milione di turisti russi spendendo più di un miliardo di dollari, che non è male per l’economia del Paese. Che cosa si potrebbe fare per aumentare ancora il numero dei turisti? Quali sono le prospettive per il turismo russo in Italia?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Sono molto lieto che abbia incontrato i turisti russi al Quirinale. Il fatto che vi sia una grande partecipazione delle visite di turisti italiani e di turisti di altri paesi per me è motivo di grande soddisfazione. I turisti russi sono i benvenuti e sono molto graditi. Quest'anno il numero è un po' diminuito anche perché le condizioni economiche della crisi pesano anche sul turismo. L'amicizia tra russi e italiani e la simpatia che c'è ha un riflesso anche sul turismo che ne costituisce una manifestazione. Ed è anche un moltiplicatore di questa simpatia, di questa amicizia, perché i rapporti personali, la conoscenza diretta, aumentano la simpatia e l'amicizia. Nei rapporti personali i turisti russi, al di là del vantaggio per il nostro turismo, sono molto apprezzati in Italia.

Domanda:

Il filosofo russo Nikolay Berdyaev diceva che non si può considerare l’Italia un semplice Paese, l’Italia è “un esempio di bellezza, è la gioia della vita” e io sono pienamente d’accordo. Lei come Presidente e cittadino dove consiglierebbe ai russi di andare in vacanza? Come potrebbe caratterizzare Lei l’Italia? Dove preferisce fare le vacanze?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Quelle parole manifestano non soltanto la simpatia che c'è tra russi e italiani ma anche il comune modo di apprezzare le cose belle. L’Italia ha la fortuna e anche la responsabilità di avere un grande patrimonio di beni culturali. Ma questa sensibilità fa capire agli italiani che in ogni parte del mondo vi sono straordinarie bellezze da ammirare. Per quanto riguarda l’Italia, sinceramente non posso fare delle preferenze ma, se posso permettermi un consiglio ai turisti russi, vorrei far presente loro che sono belli i posti molto conosciuti ma anche quelli meno noti. Consiglierei quindi di andare anche nei posti meno consueti, nella provincia italiana dove vi sono panorami molto belli, luoghi d'arte di grande valore e un'ottima cucina.

Domanda:

I russi non solo conoscono bene ma amano molto la cucina italiana. È famosa in tutto il mondo. Ma l’Unesco ha dichiarato la cucina francese patrimonio dell’umanità. Io non sono d’accordo perché prediligo quella italiana. Lei cosa preferisce della cucina italiana? Qual è il suo piatto preferito?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

La ringrazio di questa preferenza. Sinceramente anche la cucina francese è molto buona, come tante altre cucine al mondo, ma l'apprezzamento per la cucina italiana in Russia è motivo d'orgoglio per me. Non per non fare preferenze, ma perché è vero, sinceramente apprezzo tutti i piatti delle diverse cucine regionali italiane, purché siano ben preparati. D'altro canto questo è un elemento importante dappertutto. La risorsa italiana come qualità è molto cresciuta, quindi non ho un consiglio specifico ma si affidi a un ristoratore : la tratterà bene.

Domanda :

Lei è nato a Palermo nella famiglia di un politico italiano importante, Bernardo Mattarella. La politica quindi è nei suoi geni. A quali leader politici italiani si è ispirato?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Non so se sia nei geni la politica, ma certamente ho cominciato ad apprezzarla da giovane. l leader cui mi sono ispirato e a cui guardo spesso sono diversi. Sono anzitutto quelli della mia tradizione culturale: Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Aldo Moro sono grandi figure del cattolicesimo democratico. Questi sono ispirazione, ma i valori che ho coltivato da giovane, nella mia famiglia, sono quelli che sono alla base della nostra Costituzione : la dignità di ogni uomo, la libertà e quindi la democrazia e l'antifascismo, il rispetto e la consapevolezza di quanto siano importanti le spontanee formazioni sociali, i limiti del potere e, sul piano internazionale, la difesa della pace e l'integrazione europea. Sono questi i principi alla base nostra Costituzione e sono quelli che ho coltivato sin da giovane e che sono, in realtà, patrimonio comune del nostro Paese, della Repubblica italiana.

Domanda:

Lei ha una conoscenza approfondita del problema della mafia. Ha dedicato la sua vita alla lotta contro questo fenomeno e ne ha anche avuto una vittima in famiglia, suo fratello. Secondo il suo parere si può sconfiggere la mafia?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

La mafia si è sviluppata e radicata nell’800 in alcune regioni italiane per la lontananza e l’inefficienza dello Stato. Oggi, l’azione dello Stato, l’impegno di tante persone, delle Regioni interessate, hanno indebolito fortemente la mafia. Non è più vero che il potere reale è nelle mani della mafia. I risultati sono stati importanti. Tuttora sussiste, soprattutto in alcune zone, però non solo è possibile sconfiggerla, ma sarà sconfitta anche perché va crescendo il suo isolamento sociale, è avvertita sempre più dal tessuto sociale come un nemico, un pericolo, particolarmente tra i giovani. E saranno quelli che oggi sono giovani a sconfiggere le mafie, in quelle zone che ancora resistono, per la loro sete di libertà, perché i giovani amano libertà autentica.

Domanda:

Lei ha tre figli e sei nipoti. Come si sente da nonno? Con l’incarico attuale riesce a dedicare abbastanza tempo alla sua famiglia? Come lo passate?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Le confesso questa è la dimensione personale cui tengo di più. Ho sempre cercato di salvaguardare gli spazi di vita familiare soprattutto per merito di mia moglie, anche durante gli anni di grande impegno parlamentare e di governo. Adesso ho delle forti limitazioni di movimento, però riesco comunque a vedere i miei figli e i miei nipoti. Li vado a trovare abbastanza spesso, per fortuna, e riesco a essere presente e a dialogare con ogni figlio e ogni nipote. E le assicuro che parlare con i nipoti, da quelli più piccoli a quelli più grandi, è sempre molto interessante.

Domanda:

So che a Lei piace il calcio. La Russia ospiterà per la prima volta il Campionato mondiale nel 2018. Lei verrà, magari portando con sé i familiari, i nipoti? Secondo Lei gli Azzurri avranno delle buone prospettive?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Seguo quando posso molti sport perché considero lo sport una dimensione importante della vita del nostro Paese. Il calcio è il più popolare, come è noto. So che vi sono i mondiali in Russia, sarà una grande occasione per voi e sono convinto che la utilizzerete al meglio. Mi auguro un successo del Campionato anche per conferire dignità allo sport. L’Italia dovrà prepararsi bene. È capace di sorprendere, come è avvenuto a Berlino nel 2006, ma dovrà prepararsi bene. Non so cosa faranno i miei nipoti, è una prospettiva suggestiva quella che lei mi presenta. Ma intanto abbiamo un appuntamento intermedio, gli Europei l'anno prossimo, speriamo di partecipare entrambi.

Domanda :

Onestamente non auguro alla nazionale russa di scontrarsi in finale con la nazionale Italiana…

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Sarebbe un bell'incontro, all'insegna dell'amicizia.

Domanda:

Qual è, secondo Lei, il gusto, il sapore del potere?

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Il potere politico consiste nel prendere decisioni a nome di tutti. Quello che crea distinzione - ed è molto importante - è in che modo si esercita il potere, cioè se ‘in nome di tutti’ vuol dire ‘nell'interesse di tutti’, particolarmente di chi è più debole e più lontano dal potere. Credo che occorra molto senso del limite, un distacco molto grande dalla ricchezza materiale, e credo che molto utile una grande capacità di autoironia, perché questo consente di mantenere la giusta importanza di ogni cosa nel proprio giudizio. Il gusto è quello di prendere decisioni che si ritengono giuste per i propri concittadini.

Ho sempre pensato che, siccome il potere non è per sempre, quando vi saranno altri eletti al nostro posto bisogna poter guardare indietro senza avvertire complessi di privazione per la mancanza di potere, senza rimpianti per sua mancanza, anzi, guardando con serenità quello che si è fatto e alla nuova condizione anche più riposante.

Però c'è una cosa molto importante che va tenuta presente : il tempo e la storia vanno cambiando sia i caratteri che la stessa percezione del potere ; l'effettiva sovranità dei singoli Stati nazionali si va indebolendo. Vi sono adesso decisioni importanti, e sono assunte da realtà impersonali, non rappresentative : i mercati, alcuni grandi detentori di reti economiche. Tutto questo richiede ora un governo per alcuni aspetti sovranazionale, per qualche aspetto addirittura mondiale. Ad un mondo globale occorre, per alcuni aspetti, un governo globale. Va cambiando il modo in cui il potere si articola e si esprime, l'importante è che cambi in meglio, difendendo e perseguendo sempre i diritti, la libertà e la solidarietà.

pres mattarella


782